La Pesca Commerciale a Lampedusa

La Pesca Commerciale a Lampedusa

La Pesca Commerciale a Lampedusa

La Pesca commerciale a Lampedusa nacque nel lontano 1887 quando venne scoperto il primo banco di Spugne per merito di un pescatore trapanese, Leonardo Angugliaro.

Fu così che l’isola iniziò a commerciare i primi prodotti ittici.

Sull’isola nel corso di questi anni si sono susseguite varie tecniche di pesca commerciale che vedremo illustrate nel dettaglio qui di seguito.

Rete da Circuizione:

Una delle primissime tecniche svoltasi sull’isola, utilizzata anche per la raccolta delle spugne di mare.
La rete da circuizione è uno strumento ed una tecnica di pesca indirizzata in genere a specie che vivono in banchi, sia piccoli come quelli di sardine o acciughe, sia più grandi come quelli di sgombri sia infine grandissimi come quelli di tonni.
Le procedure di pesca sono le seguenti, il banco di pesce azzurro, di notte, viene attratto in un determinato tratto di mare da una o più piccole imbarcazioni dotate di potenti fonti luminose chiamate lampare. Quando il banco di pesce è ben compatto, viene stesa intorno ad esso una rete rettangolare con sugheri nella parte alta e piombi in quella inferiore. Infine quando il banco è circondato, la rete viene chiusa nella parte inferiore e lentamente sollevata e messa su “coperta” dell’imbarcazione principale.

Di seguito una Galleria Fotografica che ritrae i Saccaleva di Lampedusa.

Il Palangaro:
Realizzazione di un "Conzo" (Palangaro)

Realizzazione di un “Conzo” (Palangaro)

Questa tecnica si introdusse sull’isola tra gli anni ’50 – ’60, andando ad ampliare la pesca commerciale a Lampedusa. Ad oggi viene praticata da poche e piccole imbarcazioni locali.
Le prede che possono essere catturate con la tecnica del Palangaro sono diverse, sia di piccola taglia, sia di grossa portata, tra cui Aguglie Imperiali, Alalunghe, Pesce Spada e Tonni.
Ma cos’è il Palangaro ? Il  Palangaro  è un attrezzo di pesca professionale costituito da una lunga lenza di grosso diametro con inseriti ad intervalli regolari spezzoni di lenza più sottile portanti ognuno un amo. Il nome “Palangaro” varia da regione a regione infatti nel ligure viene chiamato “Palamito”, mentre nelle nostre zone e nel siciliano prende il nome di “Conzo”  Sostanzialmente il Palangaro è costituito da un lungo e robusto cavetto, chiamato trave o madre, con numerosi braccioli più sottili ognuno dei quali porta un amo. A intervalli regolari sul trave sono inseriti dei cavetti portanti dei galleggianti che permettono il posizionamento dell’attrezzo alla corretta profondità di pesca. Ai due estremi della madre sono fissate due cime portanti un galleggiante con bandiera (o riflettore radar) che permette la facile localizzazione del Palangaro. Il Palangaro può essere fisso se è ancorato al fondo e derivante se è libero di seguire le correnti. Importante in questa tecnica è l’uso dell’amo, infatti la scelta di esso, soprattutto della sua dimensione, è una fase cruciale nella progettazione di un Palangaro e presuppone la conoscenza delle specie ittiche bersaglio del Palangaro stesso. Il Palangaro viene calato in mare la sera e salpato la mattina successiva.

A Strascico:

Successivamente, la pesca commerciale a Lampedusa, con il passare degli anni e l’arrivo di diversi popoli, si sviluppò molto, sono state introdotte nuove tecniche di pesca, tra cui la pesca a strascico.
Ad oggi sull’isola risulto parecchi Pescherecci all’attivo, sono loro a fornire tutto il pesce necessario per degustare il palato degli abitanti dell’isola e dei turisti presenti in vacanza.
Ma cos’è realmente la Pesca a Strascico? La pesca a strascico è un metodo di pesca che consiste nel trainare attivamente una rete da pesca sul fondo del mare.
Le reti a strascico hanno generalmente forma conica; la parte terminale, apribile per estrarre il pescato, prende il nome di sacco, l’apertura invece prende il nome di bocca e la parte centrale di ventre. Ai lati della bocca sono presenti due porte, tavoloni o divergenti che servono a mantenere la rete aperta. Le porte sono disponibili in diverse forme e misure e possono essere adatte a tenere la rete a contatto col fondo o sollevate da esso. Affinché le porte compiano bene il loro dovere, è necessario che la barca o la nave viaggi ad una certa velocità, in genere di 2,5-4 nodi. La parte della bocca e delle ali che strascica il fondale è in genere armata di piombi e catene con la funzione di smuovere il sedimento e di farne venir fuori pesci ed altri animali che vi fossero intanati mentre la parte superiore degli stessi è dotata di galleggianti con lo scopo di tenere aperta la bocca.
Il tipo più comune di rete a strascico è la paranza, in origine manovrata da due imbarcazioni ma oggi in genere messa in pesca da un solo peschereccio.

Di seguito una Galleria Fotografica che ritrae alcuni Pescherecci di Lampedusa.