Poesia Nostro Scoglio: Lampedusa

Nostro scoglio!
Una poesia per raccontare Lampedusa

08-11-2026

Ci sono luoghi che non hanno bisogno di essere descritti soltanto con fotografie o parole turistiche.
Ci sono luoghi invece che appartengono alla memoria, alla storia e all’identità di chi li vive e possiede dentro di sè. Lampedusa è anche questo!
Lampedusa è uno Scoglio in mezzo al mare, posto al centro e nel cuore del Mar Mediterraneo, piccolo solo nelle dimensioni, ma immenso per tutto ciò che rappresenta.

Questa vecchia poesia ci racconta Lampedusa attraverso il suo mare, il suo paesaggio e attraverso l’orgoglio di chi considera Lampedusa il proprio “scoglio”.

Questo scoglio in mezzo al mare
che dall’alto or puoi osservare
lo scopri un dì medusa
sotto un lampo è Lampedusa.

Questa prima parte e queste poche parole riescono a racchiudere e ti lasciano immaginare Lampedusa. Un Isola con una terra che emerge dal mare, lontana dalla Sicilia, sospesa tra cielo, acqua e Africa.
Avvistata grazie ad un lampo durante un temporale dall’equipaggio del “Dusa”, da qui… Lampedusa!

L’isola vista dall’alto, soprattutto arrivando in aereo, appare come uno scoglio, come una nave perennemente ancorata nel Mediterraneo. Naturalmente basta avvicinarsi per scoprire quanto sia ricca e particolare.

Piccoletta e assai carina
per la ricca tua marina
il colore del tuo mare
che i fondali fai specchiare

Il testo di questo secondo versetto continuano a descrivere l’isola, la forma, la piccolezza del territorio e tutto il bello che ha il suo mare, descrivendone soprattutto la ricca vita marina e il mare di questo soglio.
Infatti è proprio sotto la superficie dell’acqua che Lampedusa rivela una parte importante della propria identità.

Fondali rocciosi, calette, grotte e pareti sommerse fanno dell’isola una destinazione amata da chi ama il mare turchese e trasparente e per chi pratica immersioni e snorkeling.
Il mare di Lampedusa infatti cambia continuamente tonalità, passando dal turchese più chiaro al blu intenso, fino al verde smeraldo delle calette più riparate.
E poi ci sono i fondali, che sembrano quasi restituire alla superficie tutti questi fantastici colori.

Tutta verde tu sei nata
e da allora tormentata
che tagliandoti per losco
tutto il naturale bosco.

Questo passaggio della poesia gioca sul contrasto tra il verde della vegetazione che era presente sull’isola quando è stata scoperta e tra la Lampedusa che conosciamo oggi, praticamente terra arida, selvaggia e disboscata interamente.
Lampedusa ha infatti attraversato nel tempo importanti trasformazioni del proprio territorio causa anche il disboscamento massivo che ha subito durante gli anni in cui era disabitata.
Diversi popoli approdavo sull’isola in cerca di riparo durante le tempeste e prima di partire si faceva sempre scorta di ciò che il territorio dell’isola poteva offrire.

Oggi il poco verde più intenso lo si incontra soprattutto nelle zone di Area Marina Protetta e Riserva Naturale dove negli anni sono stati attuati diversi piani di rimboscamento e tutela ambientale.

Nei prossimi versi la poesia cambia tono e guarda l’isola con gli occhi diversi… occhi di chi la ama.

Or ti vedo più col verde
come perla sorridente
che per colpa dei tiranni
il turista adesso inganni

Lampedusa viene così rappresentata come una piccola perla, sorridente, verde e felice.
In questi versi ritroviamo quasi la realtà odierna dell’isola. Un’Isola che rapisce i turisti che la visitano lasciando un’impressione enorme e forte.
Naturalmente, hanno un forte impatto agli occhi dei turisti, il fantastico colore dell’acqua, il rapporto tra mare e terra, la luce intensa che accarezza il paesaggio brutto, tra il silenzio di alcune zone dell’isola e la vita del centro abitato.

Nella parte finale i versi della poesia dedicano un attenzione particolare a degli elementi molto fondamentali per Lampedusa e la sua economia: l’aeroporto e il porto.

Importante è l’aeroporto
ed il naturale porto
che ancora nel settanta
una cosa a te ti vanta…

Vivere in un’isola spesso significare essere “isolati”, soprattutto quando quest’isola si trova a 205 km (111 miglia marine) dalla Sicilia e circa 113 km (61 miglia marine) dall’Africa.
Lampedusa vanta una “fortuna” quasi unica nel suo genere, possedere un aeroporto che anche con le giornate di brutto tempo e mare mosso, garantisce un filo tra l’isola e resto del mondo. L’aeroporto inoltre permette ogni anno a migliaia di persone di raggiungere Lampedusa direttamente, trasformando quello che un tempo era uno scoglio lontanissimo in una destinazione turistica facilmente raggiungibile durante la stagione estiva.

Da non sottovalutare il naturale porto.
Naturale perché l’insenatura profonda che conosciamo oggi è del tutto naturale, non ci sono state modifiche da parte dell’essere umano per rendere quel porto riparato e protetto. Ci ha semplicemente pensato la natura.
Il porto è anche esso fondamentale, si trovava riparo un tempo e si trova riparo anche oggi.
Quel porto che ha visto passare gente accolta, migranti, storie diverse e popoli diversi. Ovviamente anche molte imbarcazioni, serve e sostiene le attività legate alla pesca, i collegamenti marittimi e anche, non per ultimo meno importate, il turismo.

Seguono gli ultimi versi… a per mio quelli più belli.
La poesia infatti si conclude con una frase che sembra quasi un invito rivolto agli amici.

Quella di poter dire
agli amici provinciali
se in aereo vuoi volare
nel mio scoglio devi andare.

Dire “il mio scoglio” significa parlare di Lampedusa non soltanto come una destinazione, ma come un luogo da sentire proprio, da sentire del tutto MIO.

Per chi è nato o cresciuto da sempre qui, Lampedusa è CASA.
Per chi ci torna ogni anno, è un luogo familiare, un luogo che spesso aiuta a ritrovare se stessi.
Per chi ci arriva la prima volta, può diventare un ricordo destinato a rimanere per sempre, come quei legami che non riesci, per nulla al mondo, a scollegare.

Lampedusa, Uno scoglio nel Mar Mediterraneo

Oggi Lampedusa è conosciuta in tutto il mondo per i flussi migratori, per il mare, per la famosissima Spiaggia dei Conigli, per tutte le sue Calette, per gli splendidi siti di Immersioni e per i paesaggi che sembrano quasi dipinti.

Ma dietro questa realtà odierna da cartolina esiste anche un’altra Lampedusa. Un’Isola diversa, quella raccontata dalle fotografie di un tempo, dai racconti degli abitanti e da poesie come questa.
Una Lampedusa più semplice, più autentica, che si definisce con una parola apparentemente piccola ma piena di significato: scoglio, Mio Scoglio.

Perché Lampedusa, alla fine… in fondo in fondo, è proprio questo.
Uno scoglio in mezzo al Mediterraneo, come una gigantesca nave ancorata perennemente al fondale.
Uno soglio piccolo sulle carte nautiche e geografiche ma così grande e immenso nel cuore di chi lo ama.

Di seguito riportiamo la poesia completa, ritrovata:

Questo scoglio in mezzo al mare
che dall’alto or puoi osservare
lo scopri un dì medusa
sotto un lampo è Lampedusa.

Piccoletta e assai carina
per la ricca tua marina
il colore del tuo mare
che i fondali fai specchiare

Tutta verde tu sei nata
e da allora tormentata
che tagliandoti per losco
tutto il naturale bosco.

Or ti vedo più col verde
come perla sorridente
che per colpa dei tiranni
il turista adesso inganni

Importante è l’aeroporto
ed il naturale porto
che ancora nel settanta
una cosa a te ti vanta…

Quella di poter dire
agli amici provinciali
se in aereo vuoi volare
nel mio scoglio devi andare.

Cogliamo l’occasione per lanciare anche un piccolo appello in quanto ci piacerebbe anche riuscire a dare un nome all’autore di questi versi.
Se qualcuno li riconosce o conosce la loro storia, ci farebbe davvero piacere saperne di più.
Grazie!

Poesia Nostro Scoglio: Lampedusa

Nostro Scoglio! Una poesia per raccontare Lampedusa ultima modifica: 2026-11-08T15:43:06+01:00 da Francesco Pavia

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